Giuseppe Colitti

Il tamburo del diavolo

‘Il tamburo del diavolo’ miti e creature dei pastori del Cilento

Roma, 18 lug. (Adnkronos) – Il tamburo del diavolo e’, nella colorita immagine usata dai pastori del Cilento, il fragore del tuono, che porta la tempesta e oscura il sole. Il libro di Giuseppe Colitti. ‘Il tamburo del diavolo. Miti e creature del mondo dei pastori’ (prefazione di Alessandro Portelli), pubblicato per i tipi di Donzelli, fin dal titolo vuole essere dunque un omaggio ai pastori, e insieme un rigoroso e ricco studio antropologico del loro mondo. Frutto di una ricerca intrapresa da quarantanni, esso evoca, per il suo respiro, Il tamburo del diavoloil grande antecedente del lavoro sui contadini e il mondo magico di Ernesto De Martino. La letteratura ha idealizzato la vita del pastore, elevandola a condizione idilliaca. Nei pascoli solitari delle montagne non giungevano i rumori e i contrasti della città. Ma si può ancora immaginare, nella convulsione attuale dei centri urbani, com’era la vita di un pastore? A narrarla, in questo volume, sono gli stessi protagonisti, per lo piu’ del Vallo di Diano, ma anche delle aree vicine, Cilento e Basilicata. I racconti, registrati a partire dagli anni Settanta, sono espressione diretta della collettivita’ pastorale.

Dal mito si passa, nei racconti dei testimoni, alle tappe di un vero e proprio percorso di iniziazione alla vita pastorale, che viene intrapreso fin dalla tenera eta’; un’iniziazione tanto piu’ dura quanto piu’ si va indietro nel ricordo delle precedenti generazioni. Giuseppe Colitti, ricercatore e studioso di fonti orali, ha realizzato un archivio sonoro di oltre 2.300 ore di registrazioni dal 1971 a oggi. Qual e’ il senso del recupero di queste memorie? Prima di tutto un bisogno profondo di ricerca della piu’ remota identita’ dei luoghi. E’ un mondo perduto, quello di cui stiamo parlando? Forse, e fortunatamente, ancora non del tutto.

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